SISTEMI BIOMETRICI

Sap Società attiva da quarant’anni nel campo delle chiusure industriali sempre attenta nelle tecnologie del mercato di riferimento propone oggi i nuovi sistemi di chiusura biometrici . Per avere un livello di comfort e sicurezza elevato nelle abitazioni, ci si può affidare a controlli di apertura innovativi e pratici.

Finora i sistemi di accesso hanno definito un utente autorizzato in base al “possesso” o alla “conoscenza”. Se si possedeva una chiave o una scheda, si poteva azionare una serratura, se si era a conoscenza di un codice o di una password, la porta si apriva. Moderni sistemi biometrici di accesso definiscono un utente autorizzato in base al suo “essere”, vale a dire che unicamente la persona in questione potrà avere accesso. Da qui deriva il vantaggio che l’utente deve solo essere presente per aprire la sua porta con l’aiuto di un sistema biometrico. Dimenticare, perdere o rubare chiavi non è possibile.

 

L’espressione biometrica deriva dal greco e contiene le parole “bios” (vita) e “metron” (misura). La biometria è quindi la scienza che si occupa dell’applicazione di metodi matematico-statistici per la rilevazione di tratti peculari fisici e comportamentali degli esseri viventi. Nella prassi, l’impronta digitale e la scansione dell’iride si sono dimostrate le caratteristiche più adatte ai sistemi biometrici. A tale scopo, l’utente registra dapprima nel lettore la caratteristica biometrica, che viene poi trasformata in un codice binario e salvata. E’ possibile fin da subito l’uso del lettore, il quale mette a confronto la caratteristica biometrica e il campione. Se questi coincidono, viene consentito l’accesso. Se il proprietario dell’apparecchiatura vuole vietare l’accesso a un utente, cancella semplicemente il suo codice e questo non può più entrare.

Il vantaggio più evidente è il comfort unico nel suo genere. I sistemi biometrici eliminano definitivamente il pesante mezzo di chiavi.

MANUTENZIONE CONSERVATIVA

La durata reale di un infisso, struttura metallica o elemento similare soggetto anche a movimentazione ed esposto alle intemperie come i serramenti esterni è un dato variabile dipendente da molte cause.

Questo decadimento in particolari situazioni come zone, climi, uso e quant’altro può compromettere o limitare le caratteristiche garantite dal produttore.

Un parametro da considerare, nel definire teoricamente la durata efficiente di un infisso, è il fatto che poiché un serramento è formato dall’assieme di componenti di diversa natura e funzione, si dovrebbe partire, in questo conteggio, dalla effettiva durata di quello più debole. Pertanto per ovviare a questa diversità di durata tra i vari componenti è utile avere la possibilità di sostituire certi elementi per ridare o mantenere, il più a lungo possibile, le caratteristiche iniziali aumentando così la vita effettiva della funzionalità e facilitare al produttore il compito di garantire una durata anche superiore del manufatto.

VETRI

Al fine di poter effettuare queste sostituzioni sarebbe molto vantaggioso poter operare, nel togliere e reinserire i fermavetri, poter evitare danneggiamenti degli stessi e dei telai di contenimento. In questo caso sono molto pratici i sistemi che rendono possibile effettuare tale operazione con inserimento a pressione sia del fermavetro che della guarnizione di tenuta.

GUARNIZIONI

Le guarnizioni sono un componente specificatamente predisposto per impedire infiltrazioni o passaggi di aria ed acqua nelle diverse giunzioni tra i cari componenti e principalmente nelle sovrapposizioni tra parti fisse e specchiature apribili. Un altro effetto, è quello di impedire possibili rumori nel movimento delle ante battenti nel caso di manovre brusche o colpi di vento specialmente nel caso di serramenti metallici o di ante grandi e pesanti.

ACCESSORI DI MOVIMENTAZIONE

Anche gli accessori per il movimento delle ante possono subire, nel tempo, delle possibili alterazioni dovute all’uso od anche ad eventuali assestamenti o lievi cedimenti delle diverse parti. Cosa più probabile in presenza di ante grandi e di un certo peso. Pure un cattivo uso può compromettere la funzionalità in modo più sensibile nel caso di specchiature molto grandi e pesanti.

IL RUOLO DEGLI UTENTI

Oltre alle sopracitate operazioni di conservazione della funzionalità di un serramento, che sono più di competenza del produttore o di un operatore qualificato e non degli utenti, occorre ricordare però che anche da parte di questi ultimi (utenti) è utile una certa opera di controllo, piccola manutenzione e pulizia atta a contribuire alla conservazione funzionale ed estetica dell’infisso il più a lungo possibile anche oltre la garanzia legale fornita dal produttore. Per questo fine l’intervento diretto dell’utente può essere accentrato nelle seguenti operazioni: uso, pulizia e piccola manutenzione.

Usare bene gli accessori di movimentazione e di chiusura delle ante nelle diverse tipologie significa mantenere in efficienza gli stessi accessori e conservare le caratteristiche di tenuta aria-acqua del serramento. L’apertura e la chiusura di un’anta a battente dovrebbe essere effettuata dopo aver esercitato una buona pressione, mediante la stessa maniglia, dell’anta sul telaio.

La rotazione della maniglia deve essere completa per far rientrare le aste di bloccaggio. Con tale attenzione si evita che le aste, non totalmente rientrate, causino graffi o scalfitture sui profilati dei telai fissi.

PULIZIA

La pulizia di un serramento presenta due aspetti un poco diversi tra loro. Il primo è quello puramente estetico, riguarda generalmente le superfici in vista, interna ed esterna, e viene quindi valutata a serramento chiuso. Tale operazione deve essere effettuata con modalità e prodotti compatibili con il materiale di produzione ed il tipo di finitura superficiale dell’infisso per evitare effetti negativi. Prima di operare può essere utile togliere con un pennello, o un altro oggetto idoneo, il pulviscolo ed altre impurità che possono essersi accumulate ed eventualmente anche consolidate in angoli o pertugi similari.

PICCOLA MANUTENZIONE

I motivi più evidenti che possono richiedere interventi tecnici possono ad esempio essere:

  • assestamento durante l’utilizzo dei vari componenti;
  • allentamento di viti od altri particolari dovuti a sollecitazioni d’uso (più o meno corretto);
  • fessure o distacchi nei giunti perimetrali di isolamento e tenuta tra i telai e la struttura muraria flessioni di montanti;
  • traverse per l’eccessivo spessore o durezza dei sigillanti iniettati tra telai e vetri o tra telai e muratura. ali flessioni possono compromettere il movimento e/o la tenuta del serramento eventuali dilatazioni di elementi costituenti l’infisso od anche relativi coprifili.

Un altro intervento veramente di piccola manutenzione e di semplice esecuzione è il controllo dell’esatta applicazione delle “cappette” di copertura e protezione delle asole di scarico dell’acqua che possono facilmente staccarsi od ostruirsi. In questo caso può essere utile l’uso di un adesivo.

Oltre alla garanzia legale, anche la possibilità di sostituire alcuni componenti per dare maggiore continuità prestazionale in ogni caso e indipendentemente dalla presenza o meno di elementi più deboli come durata efficiente.

SERRAMENTI IN ALLUMINIO

Cosa NON fare
  • Pulire i serramenti esposti al sole e a temperatura superiore a 20°C
  • Usare detergenti caldi
  • Usare macchine a spruzzo di vapore
  • Usare detergenti acidi o alcalini
  • Usare materaili abrasivi
  • Usare solventi organici
  • Usare detergenti di composizione ignota
Cosa FARE
  • Usare uno straccio, acqua e detergenti neutri
  • Sciacquare con acqua fredda
  • Asciugare con uno straccio morbido

 

INVOLUCRO DEL FUTURO

Sap è lieta di presentare le proposte per l’involucro edilizio del futuro.

Gli edifici dovranno essere sempre più autonomi e in grado di fornire ai loro abitanti il sostentamento nutritivo ed energetico. Impianti di raccolta e depurazione dell’acqua saranno posti in copertura per garantire il fabbisogno idrico dei nuovi sistemi di produzione agricola urbana, le urban farm, vere e proprie coltivazioni agricole all’interno degli edifici. Ma non solo, l’integrazione impiantistica e tecnologica renderà le nostre case delle macchine “vive”, in grado di autoregolarsi per garantire il benessere degli abitanti e tutto funzionerà esclusivamente grazie all’energia da fonti rinnovabili. Le unità abitative potranno essere riconfogirate, grazie a sistemi robotici, in modo flessibile e personalizzato in modo da ottimizzare l’offerta abitativa in funzione alla domanda. La robotizzazione permetterà inoltre una manutenzione dei sistemi di facciata, l’edificio potrà interagire con l’ambiente esterno, purificando l’aria o accumulando energia.

Facciate parametriche, facciate fotovoltaiche, rivestimenti fotocatalitici, trattamenti per sistemi autopulenti, questi alcune delle proposte Sap per l’involucro edilizio moderno. Inoltre sono sempre più numerosi i materiali o i componenti edilizi in grado di supportare celle solari e quindi capaci di generare energia sfruttando la radiazione del sole. Non fa eccezione il vetro, con l’integrazione di moduli fotovoltaici all’interno di vetri stratificati o mediante l’applicazione di film trasparenti in grado di generare energia pur consentendo il passaggio della luce.

Tra le altre proposte della ricerca si possono poi citare i dispositivi di ventilazione automatica integrati agli infissi che, grazie alla presenza di scambiatori di calore, permettono un adeguato ricambio d’aria senza eccessive dispersioni o ancora l’accoppiamento del vetro con materiali PMC (Phase Change Materials) in grado di accumulare calore nelle ore di soleggiamento e di rilasciarlo durante le ore notturne cambiando fase, da solido a liquido. Ma l’innovazione passa soprattutto attraverso i meccanismi di gestione e di controllo degli involucri. Gruppi di sensori e centraline computerizzate sono in grado di regolare l’orientamento, l’apertura o la posizione degli elementi di facciata per massimizzarne l’efficienza energetica dell’edificio.

Ancora più innovativi sono i due sistemi di “facciata reattiva”. Il primo è formato da elementi modulari di involucro in grado di ridurre gli inquinamenti dell’aria tramite reazioni fotocalitiche. Il secondo è un sistema di facciata con microalghe che, grazie alla fotosintesi, si moltiplicano generando ossigeno e producendo biomassa che può essere a sua volta convertita in energia.

Serramenti speciali, sistemi domotici avanzati, frangisole integrati in facciate, queste solo alcune delle proposte Sap per l’involucro edilizio contemporaneo. Già oggi molte di queste soluzioni sono disponibili.

PROFILATI COESTRUSI

I profilati sono le barre o travi che opportunamente tagliate e assemblate con gli accessori, costituiscono la base per il prodotto finito (sia esso serramento, finestra o facciata continua). Possono essere di alluminio, di acciaio, di rame, di ottone, di leghe leggere, di materiali plastici ecc.; la forma e le dimensioni sono diversissime a seconda della destinazione.

Le famiglie di serie profilo si suddividono in base al tipo di apertura cui sono destinate, avremo così: serie per apertura ad anta, per scorrevoli, per pareti mobili interne destinate a uffici, per facciate continue ecc. La categoria più vasta è evidentemente quella dei profili in alluminio a battente che permette la costruzione di porte, finestre o persiane. A loro volta le serie di profilati si differenziano sia per la sezione più o meno grande dei profili che per la loro stessa composizione, possiamo infatti avere profili normali o a taglio termico. La scelta della sezione dipende, oltre che dalle scelte economiche ed estetiche, dalle dimensioni e conseguenti prestazioni che si devono ottenere ed in questo caso il consiglio del serramentista di fiducia è necessario per coloro che non abbiano padronanza con la materia.

I profili di alluminio a taglio termico sono quelli in cui il profilo è composto da due parti: una interna ed una esterna unite da barrette in materiale plastico (in genere resina poliammidica) che ne interrompono il ponte termico. Questa tecnologia permette di aumentare la classe di isolamento termico del serramento e di ridurre al minimo l’effetto condensa, che dipende unicamente dalla differenza di temperatura esistente fra interno ed esterno e dalla umidità percentuale presente nell’ambiente. Fra i tagli termici possono essere compresi anche i profili misti Alluminio-Legno che hanno un duplice doppio vantaggio: consentono una estetica più vicina a forme di arredamento tradizionale, e garantiscono i pregi di tenuta e facile manutenzione dell’alluminio (in questo caso sola parte esterna del serramento). Il cliente può scegliere oltre fra diverse colorazioni dell’alluminio e differenti essenze e colorazioni per il legno.

Gli estrusi rappresentano la parte preponderante dei profilati, il processo dell’estrusione in cui il materiale per compressione viene fatto passare attraverso i fori di una matrice, garantisce una grande libertà progettuale, una notevole rapidità ed economicità di produzione.

La progettazione dei profili è una fase fondamentale della produzione di serramenti poiché i profilati determinano le prestazioni tecniche dei serramenti: tenuta dei serramenti agli agenti esterni, isolamento termico e acustico, resistenza a particolari agenti.

Una variante del processo di estrusione è la coestrusione, in cui si lavorano contemporaneamente materiali diversi, che escono dalla matrice accoppiati, cosicché si ottengono, ad esempio, guarnizioni con un’anima rigida (che funge da supporto) e una parte esterna morbida (che garantisce una buona ermeticità). Ogni materiale utilizzato per ottenere tale prodotto donerà quindi, le proprie caratteristiche, alla struttura finale, in modo da soddisfare le più svariate esigenze. I trafilati coestrusi, trovano il loro principale utilizzo laddove sia necessario garantire alte performance di tenuta all’aria, alla polvere e all’acqua, in quanto uniscono la funzione portante o aggrappante della parte rigida, a quella di tenuta (sealing) di una chiusura mobile o fissa ispezionabile.

I criteri che si utilizzano per stabilire le caratteristiche di un profilato coestruso possono essere raggruppati in categorie quali proprietà meccaniche, proprietà ottiche, proprietà termiche. Tali proprietà possono dipendere sia dai materiali che si utilizzano, che dalle condizioni dei processi di estrusione come: raffreddamento del fuso, temperature di fusione e altre caratteristiche dell’impianto. In questo caso, l’esperienza del produttore e le esigenze del cliente finale, determinano la scelta dei materiali giusti che possano rispondere ad una o più di queste caratteristiche, in base all’applicazione finale, ovviamente sempre nel rispetto delle normative vigenti.

I VETRI FOTOVOLTAICI

Le finestre fotovoltaiche sono delle vere e proprie finestre, costituite da vetri fotovoltaici che possono assorbire i raggi solari per generare l’energia elettrica necessaria a soddisfare il fabbisogno energetico dell’immobile a cui sono applicate.

Si adattano perfettamente alle esigenze dell’uomo e dell’ambiente riducendo fortemente la necessità di compromessi estetici e funzionali, possono trasformare le vetrate degli edifici in generatori di energia pulita e rendere gli edifici da elementi passivi per l’abbattimento di dispersione energetica a elementi attivi sul piano e della produzione di energia.

I vantaggi di questo sistema sono relativi allo spazio risparmiato essendo tutto integrato nel tamponamento della finestra stessa e sicuramente l’immagine tecnologica che si conferisce all’immobile.

Esistono svantaggi invece in termini di rendimento: un impianto fotovoltaico tradizionale può essere orientato e inclinato in base all’irraggiamento solare, mentre le finestre fotovoltaiche sono posizionate a 90 gradi in verticale e per questo la produzione è ridotta e ne risentono quindi le prestazioni.

I vetri fotovoltaici possono essere confrontati con altri elementi architettonici per l’Involucro edilizio, quali pannelli di rivestimento oppure il vetro stratificato di sicurezza, il granito e marmo, l’acciaio, etc..

Le moderne tecniche di lavorazione del vetro, come la stratifica e la tempra, consentono di conferire a questo materiale, percepito come fragile, le caratteristiche di elemento strutturale e di sicurezza. I vetri fotovoltaici si presentano di stile e design differente in base al luogo in cui vengono installate e alla funzione che devono assolvere: possono ricoprire superfici vetrate come lucernari, tetti e facciate; possono avere un aspetto trasparente, semitrasparente o colorato per adattarsi completamente all’ambiente in cui verranno collocati e permettere una maggiore integrazione architettonica.

Tra le varie tecnologie si prevedono oggi l’utilizzo di gel trasparenti con silicio amorfo, mono o policristallino, applicato sulla superficie del singolo vetro o inserito nell’intercapedine di una vetrocamera. Tra le celle, il vetro è inserito tra un altro strato di PVB, una pellicola atta a trattenere i frammenti del vetro in caso di rottura.

FACCIATE PARAMETRICHE

Negli ultimi anni si è sviluppato il “parametricismo”, un nuovo paradigma architettonico che invece di mettere insieme rigide ed ermetiche figure geometriche, come tutti i precedenti stili architettonici, avvicina componenti malleabili in un gioco dinamico di mutue rispondenze e di adattabilità al contesto, per la creazione di forme curve complesse. Ogni caratteristica – la posizione, la geometria, il materiale – di un singolo elemento architettonico può essere associata o essere in relazione di causa-effetto con qualsiasi altra caratteristica di qualsiasi altro elemento del progetto.

Le città sono un condotto cruciale dei nostri consumi globali di energia, acqua e aria. Gli edifici consumano e inquinano durante il loro ciclo vitale così come durante la loro costruzione. La sostenibilità ecologica della nostra civiltà dipende dalla nostra abilità nel trovare metodi più intelligenti e più veloci per imbrigliare e utilizzare le limitate risorse dell’ambiente naturale. Questa necessità impone nuove restrizioni alla progettazione dell’ambiente edificato e il ricorso non solo a nuove tecnologie e a soluzioni ingegneristiche innovative, ma anche a un nuovo ordine architettonico e a una nuova espressione stilistica del contesto urbano. L’obbiettivo è quello di creare città che si adattino in modo sostenibile all’ambiente naturale senza arrestare quella ambizione verso il progresso e lo sviluppo della nostra civiltà.

La facciata parametrica è quindi una facciata dalla geometria complessa con soluzioni architettoniche altamente personalizzate, è possibile per esempio rendere modificabili le facciate continue in funzione dell’andamento solare, per la modulazione adattativa di un sistema di schermi.

Il sistema di schermi avvolge la facciata e la spazialità, la forma e l’orientamento dei singoli elementi si trasformano gradualmente per adattarsi alle specifiche condizioni di esposizione al sole del punto della facciata in cui sono rispettivamente collocati. La facciata ha un pattern che determina un’inclinazione e che cambia continuamente ottimizzando la protezione dai raggi del sole in relazione alla immissione di luce per ogni punto della facciata. Questa modulazione adattativa dà all’edificio un’estetica organica che rende leggibile la sua collocazione nell’ambiente e facilita la comprensione e la navigazione del contesto urbano.

Con l’arrivo del software parametrico 3D sembra aprirsi una nuova era per la progettazione e la costruzione di facciate altamente complesse. Il concetto parametrico 3D di Schüco, leader nel campo della Facciate Strutturali propone un’ampia gamma di prodotti adatti a tutte le esigenze sia estetiche che pratiche, offre al progettista la concreta possibilità di progettare soluzioni di involucro altamente creative e personalizzate, costituite da moduli dalle forme complesse (piramidali, a rombo, con angolature differenti) e con funzioni diverse (controllo dell’illuminazione, produzione di energia fotovoltaica, ventilazione). Inoltre garantisce l’affidabilità della costruzione e, all’investitore e all’impresa di costruzione, la certezza dei costi, come è tipico delle costruzioni a sistema.

Personalizzazione progettuale e normalizzazione industriale coesistono in 3D Parametric concept, applicazione in grado di integrarsi con gli altri sistemi per facciate e serramenti per assicurare qualità formale, comfort degli utenti, eccellenza delle prestazioni energetiche e compatibilità ambientale.

SMART GLASS

Spesso si cerca e si desidera il vetro per le sue doti di luminosità e trasparenza, ma non lo si considera come merita per le sue caratteristiche più innovative, nella maggior parte dei casi capaci di fare la vera differenza in un progetto edilizio, anche nel residenziale, per garantire i risultati migliori in termini di risparmio energetico e di comfort abitativo.

Secondo un’indagine studio, gli italiani non sembrano infatti tenere in dovuto conto tutti i vantaggi e le opportunità che oggi i vetri più innovativi sono in grado di offrire. Un italiano su tre, innanzitutto, decide il cambio dei serramenti e dei vetri solo a fronte di un’urgenza o di una necessità pratica, nel caso di rotture, scheggiature o semplice usura. Un italiano su cinque, invece, non si pone nemmeno il problema di quale vetro scegliere, o con quali caratteristiche.

Il vetro, però, non è tutto uguale, le ultime innovazioni introdotte nel mercato, infatti, attraverso particolari trattamenti e indicazioni costruttive, permettono di dare vita a prodotti in grado di offrire la gestione ideale del caldo e del freddo in tutte le stagioni. A tutto vantaggio del risparmio energetico e del conto finale in bolletta. Negli ultimi anni la spinta tecnologica ha portato allo sviluppo di particolari vetri definiti “Smart glass”.

Gli Smart Glass sono vetri “intelligenti” che cambiano le proprietà di trasmissione della luce sotto l’applicazione di tensione, luce o calore. Riducono i costi per il riscaldamento, l’aria condizionata e l’illuminazione ed evitare i costi di installazione e manutenzione di barriere ottiche motorizzate o persiane o tende.

La classe degli Smart Glass comprende vetri stratificati di diversa natura.

  • Il vetro “Elettrocromatico” che cambia colore quando viene percorso da una corrente continua a bassa tensione agli strati di ossidi metallici (strati invisibili a occhio nudo in quanto spessi 1/50 del diametro di un capello) che ricoprono la lastra. Il cambiamento di stato è evidenziato dall’apparire di una leggera colorazione azzurra che diventa man mano blu. La regolazione delle proprietà ottico-energetiche del vetro avviene in maniera graduale e richiede dai 3 ai 5 minuti per passare dallo stato chiaro al color blu, che in ogni caso lascia la lastra trasparente. . Quanto ai consumi di energia elettrica, Quantum Glass evidenzia che 200 metri quadri di vetro elettrocromico consumano tanto quanto una lampada a incandescenza da 60 Watt.
  • Il vetro a trasparenza variabile SPD (Suspended Particle Device) che percorso da corrente diventa blu o nero o grigio. I vetri a trasparenza variabile sono cristalli in grado di variare la resistenza al passaggio dei raggi solari. Quando i cristalli non sono orientati i vetri assumono lo stato più scuro, la pellicola impedisce il passaggio della luce dall’esterno riducendo anche la temperatura dell’abitacolo. Quando si attiva il dispositivo la tensione muta lo stato dei cristalli che assumono una struttura orientata verso un’unica direzione, facendo così passare la luce dall’esterno all’interno ed il vetro assume le sembianze in trasparenza di un qualsiasi altro cristallo convenzionale. Una delle principali applicazioni pratiche della tecnologia è nel settore automobilistico, ad esempio il tetto in cristallo Magic Sky Control di Mercedes realizzato mediante la tecnologia SPD (Suspended Particle Device).
  • Il vetro PDLC o “In Polymer Dispersed Liquid Crystal Device” che può passare da trasparente ad “opaco-satinato” diventando utilizzabile anche come schermo da retroproiezione. Il vetro PDLC è composto da due strati di vetro, tra i quali si trovano diverse sostanze immerse in un gel. Sottoponendo le sostanze chiuse tra le due lastre ad una tensione elettrica il materiale si vira e diventa di solore blu.
  • Una recente soluzione di Saint-Gobain è SGG PRIVA-LITE con tecnlogia PDLC, un vetro stratificato composto da due lastre di vetro, trasparente o colorato, con in mezzo un film contenente cristalli liquidi. Il film è inserito fra due intercalari plastici e collocato fra le due lastre di vetro. Basta un semplice interruttore elettrico per passare dallo stato trasparente a traslucido e ottenere un’istantanea privacy, al riparo da ogni sguardo. Quando il vetro non è sotto tensione elettrica, i cristalli liquidi si dispongono disordinatamente, conferendo al vetro un aspetto traslucido, color bianco latte, che impedisce la visione. Quando la tensione è attivata, i cristalli liquidi si allineano ed il vetro diventa trasparente, consentendo la visione. sia nello stato trasparente che traslucido, può essere impiegato in vetrate esterne, non rende necessario l’uso di tende o persiane e può essere curvato, serigrafato o sabbiato. Nello stato traslucido, è anche un eccellente schermo per la retroproiezione di video o diapositive ad alta risoluzione, ideale per pareti divisorie interne, e può essere usato in uffici postali o bancari, in quanto può essere inserito nelle vetrate antiproiettile, riparando gli impiegati e creando istantaneamente uno schermo protettivo che impedisce la visuale. SGG PRIVA-LITE viene collegato elettricamente ad uno speciale trasformatore, fornito per una tensione primaria di 230 V 50 Hz. L’interruttore deve sempre essere collegato al circuito principale (e mai fra il trasformatore ed il vetro). Il consumo elettrico è di circa 5 W/m2. SGG PRIVA-LITE viene prodotto su ordinazione: Dimensioni minime:305mm x 405mm; Dimensioni massime:1000mm x 3000mm. E’ disponibile nei colori neutro, bronzo, grigio e verde.

LE CASE PASSIVE

Una casa passiva si può paragonare ad un vero e proprio schermo protettivo da cui il calore non fuoriesce, questo significa temperature e calore equamente distribuito in tutte le stanze, livelli di comfort interno ineguagliabili e costanti, nessuna variazione di temperatura significativa o fastidiosi spifferi.

Nate in Svezia, le case passive sono diffuse principalmente in Germania, Austria, Olanda e altri paesi nord-europei. Anche in Italia sono ormai tante le esperienze su tutta l’area nazionale.

Queste prestazioni si ottengono solo con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, e con l’altissima qualità costruttiva dei componenti utilizzati, denominati appunto “componenti passivi” (per esempio finestre a taglio termico, materiali isolanti, impianti per il recupero del calore) su murature perimetrali, tetto, superfici vetrate e mediante l’adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico, grazie ai quali l’aria calda in uscita (dalla cucina, dal bagno e dal WC) viene convogliata verso uno scambiatore a flusso, dove l’aria fredda in ingresso riceverà dall´80% sino al 95% del calore. L´aria di alimentazione viene così riconvogliata verso la casa (soggiorno e camere da letto).

In una casa passiva in genere non viene utilizzato un impianto di riscaldamento tradizionale, ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi, ma esiste almeno una fonte di calore fornita con sistemi “non convenzionali” (es. pannelli solari o pompa di calore). In questo modo è possibile riscaldare nuovamente “l’aria di alimentazione” necessaria per il riscaldamento o riscaldare l’acqua. I termosifoni e le superfici irradianti non sono necessari, anche se il loro utilizzo è ammesso: in tal caso possono essere di dimensioni ridotte.

Viene considerata passiva una costruzione che ha fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15 kWh/(m²a) ovvero: carico termico invernale ≤ 10 W/m²; fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento ≤ 15 kWh/(m²a); carico termico estivo ≤ 10 W/m²; tenuta all’aria n50 ≤ 0,6/h; fabbisogno energetico primario di energia ≤ 120 kWh/(m²a); temperatura delle superfici interne deve essere al di sopra di 17°C.

La diffusione dello standard casa-passiva può inoltre portare risultati importanti e significativi per la difesa del clima attraverso all’utilizzo razionale delle risorse energetiche fossili (Gas, petrolio, etc.) e grazie alle ridotte emissioni di CO2.

Una casa passiva, in un anno, ha bisogno in media di non più di 1,5 litri di carburante o di 1,5 m3 di gas metano (equivalenti a circa 15 kWh) per metro quadrato di superficie abitativa. Questo equivale ad un risparmio di più del 90% di energia rispetto ai consumi medi delle abitazioni attuali! Per chiarezza: oggi un edificio costruito per rispettare le norme in vigore riguardanti i consumi energetici ha bisogno, per il solo riscaldamento, di almeno 10-12 litri di carburante per metro quadrato di superficie abitativa.

I vantaggi di una casa passiva possono essere sintetizzati in: Altissimo Comfort interno; Altissima qualità dell’aria interna per tutto l’anno ed in tutti gli ambienti; Ridottissimi costi per il riscaldamento; Ottima durabilità della costruzione; Bassa dipendenza energetica; Ridottissimo impatto ambientale; Alto valore economico intrinseco.

DOPPIE CAMERE

Sono ormai alcuni anni che nell’edilizia moderna vengono proposti in alternativa alla classica vetrocamera, l’utilizzo di una doppia camera con triplo strato di vetro.

La tecnologia del triplo vetro è ormai collaudata da tempo ed è la naturale evoluzione del vetro doppio. Solitamente viene impiegato un vetro centrale temperato da 4 mm. I vetri hanno valori di isolamento termico ben precisi, che possono variare e migliorare il valore complessivo dell’intero serramento a livello energetico.

Ricordiamo inoltre la possibilità di abbattere e migliorare ulteriormente i valori termici Ug con l’applicazione di canaline calde chiamate warm edge. Comunque è indispensabile areare in modo adeguato i locali, al fine di ottenere un aria salubre in casa ed inoltre per impedire il formarsi di condensa e quindi di umidità.

Il nostro consiglio è quello di richiedere una consulenza prima in loco prima di scegliere l’utilizzo di una soluzione a doppio o a triplo vetro al fine di valutare adeguatamente lo stato dei locali e le esigenze abitativi in termini di comfort e risparmio energetico.

VETRI AUTOPULENTI

Trattamento TiO2

Tra le varie proprietà del biossido di titanio in nano particelle c’è la super idrofilicità: in una superfice superidrofilica l’angolo di contatto fra la goccia d’acqua e la superfice è minore di 10 gradi. Una superfice superidrofilica non permette la formazione di gocce isolate, e quindi l’acqua vi forma un film continuo che tende a scorrere via velocemente. Inoltre, insinuandosi fra le particelle di sporco e la superfice, l’acqua ha un buon potere di pulizia anche senza contenere tensioattivi. Chiaramente un vetro piano superidrofilico può essere utile in molti casi, specialmente per la sicurezza (anti appannamento), per l’igiene e dove la sua posizione rende molto difficile la pulizia.

Che cos’è l’effetto ‘fotocatalitico’?

È una reazione chimica tra i raggi UV della luce solare naturale, l’ossigeno e il rivestimento speciale di biossido di titanio che decompone e scioglie le particelle di sporco organico dal vetro.

Che cosa significa idrofilo?

Letteralmente significa che attira l’acqua ed è il contrario di idrofobo’ (che respinge l’acqua). In pratica significa che l’acqua si spande uniformemente sulla superficie del vetro e forma una pellicola sottile che scorre via e si asciuga velocemente senza lasciare macchie.

Si può sostituire il rivestimento?

Poiché il rivestimento dura quanto il vetro stesso, non vi è alcuna necessità di sostituirlo se non viene abraso.

Che effetto ha il rivestimento sul vetro?

Quasi nullo, a parte il fatto che lo mantiene pulito più a lungo! Non ha effetto sulla resistenza del vetro stesso e riduce solamente il passaggio della luce e dell’energia del 5% circa.

Dove si può installare il nano rivestimento con biossido di titanio?

È adatto per qualsiasi applicazione esterna, come finestre, serre, facciate e tetti. Si può installare in posizione verticale o inclinata ed è particolarmente utile per le finestre non accessibili in cui normalmente si deposita lo sporco, come ad esempio i lucernari. Non è adatto per applicazioni interne.

Si devono comunque lavare le vetrate?

Il vetro è progettato per ridurre al minimo la necessità di lavaggio. L’eventuale pulizia sarà comunque meno frequente e più agevole rispetto ai vetri tradizionali e potrà essere necessaria dopo lunghi periodi di siccità o quando le finestre sono particolarmente sporche.

È facile pulire una vetrata rivestita di biossido di titanio?

Normalmente è sufficiente un getto d’acqua possibilmente deionizzata, ma si possono anche usare un panno morbido e acqua saponata tiepida. Non sono necessari detergenti speciali e il rivestimento comunque si riattiva naturalmente dopo alcuni giorni.

Che cosa significano zone argentate o macchie di grasso sulla superficie?

Talvolta accade che particelle organiche si decompongano sulla superficie. Si tratta semplicemente di un segnale di buon funzionamento del rivestimento e le macchie oleose verranno eliminate in occasione della pioggia successiva.

Si vede l’arcobaleno sul vetro. Di che cosa di tratta?

Ciò avviene durante il processo accelerato di asciugatura e scompare quando il vetro è totalmente asciutto.

Che cosa accade se la polvere si deposita sulla superficie durante i periodi senza pioggia?

Il rivestimento autopulente elimina lo sporco organico, come impronte o gocce di resina mentre la polvere, che generalmente contiene elementi chimici, non si decompone totalmente. Per eliminarla prima della pioggia successiva, spruzzare il vetro con acqua deionizzata.

Si possono eliminare le macchie di inchiostro o vernice?

Il rivestimento non è in grado di sciogliere l’inchiostro o la vernice, che si devono eliminare usando un panno morbido e alcool denaturato. Non usare mai prodotti abrasivi come pagliette d’acciaio, lamette o simili sulla superficie.

Come si può impedire che gocce e sporco si depositino alla base del vetro?

In casi eccezionali lo sporco si può depositare alla base del vetro da cui non viene completamente rimosso. Questo accumulo impedisce ai raggi UV di riattivare il processo di pulizia. Pulire la zona rimuovendo lo sporco con acqua corrente, poi strofinare con un panno morbido e acqua tiepida saponata.

 

In genere il vetro con trattamento foto catalitico deve essere lavato solo con acqua (demineralizzata) nel caso di sporco più adeso alla superficie, si consiglia panno in microfibra, detergenti neutri in modica quantità ed abbondante risciacquo, (non graffiare od usare attrezzi ruvidi).

A temperatura ambiente il TIO2 si sinterizza completamente in quattro /otto settimane assumendo una durezza di oltre 5H. il primo mese non è consigliato lavare i vetri, eventualmente se si è depositata della polvere, risciacquarli con sola acqua demineralizzata.

Dopo il trattamento è bene proteggere i vetri con dei film di polietilene o similare, porre adeguata cura durante la movimentazione degli stessi (usare le ventose sul lato non trattato).